Hai bevuto un sorso di tè…

02 Settembre 2008 - 13:09

…ma ne è rimasto tanto altro nel bicchiere. Basta davvero così poco? Solo un sorso. Perché lasciare tutto il resto?

Probabilmente ti ha fatto venire i brividi, magari era troppo dolce…

…Forse, più semplicemente, preferisci bere altro…



Attimi

08 Agosto 2008 - 21:08

xxx:
<< il problema è che anche quando rido e parlo non sono nè felice, nè tranquilla, nè rido come dovrei ridere >>
yyy:
<< neanch’io sono felice, né tranquillo, né mi diverto come mi dovrei divertire, ma non demolisco quegli attimi, quei dettagli che costituiscono l’unica cosa di piacevole che mi rimane nello scorrere della solita giornata qualunque; li assaporo e me li gusto, cosicché bastino da soli a dare un senso al tempo che passa. >>



Il cassetto dei brutti ricordi

23 Giugno 2008 - 03:06

Uno dei problemi ricorrenti della mia vita è che ricordi spiacevoli mi risultano sempre difficilmente gestibili.

Mettiamola così: i brutti ricordi non si possono cancellare, si può solo chiuderli nel cassetto e gettare via la chiave. Fin qui niente di nuovo, ma il problema è che quando prima o poi l’occhio ricade su quel cassetto, immediatamente ci si ricorda in maniera cristallina cosa ci si è chiuso dentro… e se lo sguardo vi si posa troppo a lungo, vien voglia di andare a cercare la chiave per aprirlo.

La mia stanza è piena di cassetti chiusi, ovunque mi giro ne vedo uno.

E non butto mai la chiave abbastanza lontano.



Flawed

01 Maggio 2008 - 03:05

All’improvviso l’incantesimo si rompe, lo scudo di cristallo va in frantumi, e tutti quei meccanismi che han messo alla frusta il proprio raziocinio, creati nelle innumerevoli notti di saggia riflessione, cadono a terra come tante tessere di un domino, costruito per essere prima o poi rovesciato.

Certe cose sono destinate a non cambiare e, sfuggendo al libero arbitrio, ribadiscono questo concetto ricorrentemente e con smisurata spietatezza. Non poteva mai incassare con indifferenza un colpo così subdolo: un impatto irrilevante, sottovalutato, ma che lentamente ha fatto la sua inesorabile avanzata, penetrando fino a turbare la più corazzata delle menti; una mente già straziata e che con enorme sforzo si era curata da innumerevoli e profonde ferite.

Alla fine è caduto ancora una volta, ritrovandosi di nuovo inerte, ai piedi di una ripida collina, in cima alla quale non v’è gloria, né fama: solo un altro fragile scudo di cristallo, dentro il quale troverà lo squallido conforto del freddo, che bandisce ogni emozione. Soprattutto il dolore.