<< Una volta un re fece una festa e c’erano le principesse più belle del regno. Basta, un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito ma… ma che poteva fare un povero soldato a paragone con la figlia del re! Basta, finalmente un giorno riuscì a incontrarla e ci disse che non poteva più vivere senza di lei. E la principessa fu accussì impressionata del suo forte sentimento che ci disse al soldato: “Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua.” Minchia! Subito il soldato se ne andò là e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti! E ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai! Con la pioggia, con il vento, con la neve era sempre là. Gli uccelli ci cacavano in testa e le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva. Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e ci scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle, ché non aveva più la forza manco per dormire… mentre la principessa sempre che lo guardava, e… arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via. >>
xxx:
<< il problema è che anche quando rido e parlo non sono nè felice, nè tranquilla, nè rido come dovrei ridere >> yyy:
<< neanch’io sono felice, né tranquillo, né mi diverto come mi dovrei divertire, ma non demolisco quegli attimi, quei dettagli che costituiscono l’unica cosa di piacevole che mi rimane nello scorrere della solita giornata qualunque; li assaporo e me li gusto, cosicché bastino da soli a dare un senso al tempo che passa. >>
Uno dei problemi ricorrenti della mia vita è che ricordi spiacevoli mi risultano sempre difficilmente gestibili.
Mettiamola così: i brutti ricordi non si possono cancellare, si può solo chiuderli nel cassetto e gettare via la chiave. Fin qui niente di nuovo, ma il problema è che quando prima o poi l’occhio ricade su quel cassetto, immediatamente ci si ricorda in maniera cristallina cosa ci si è chiuso dentro… e se lo sguardo vi si posa troppo a lungo, vien voglia di andare a cercare la chiave per aprirlo.
La mia stanza è piena di cassetti chiusi, ovunque mi giro ne vedo uno.