L’arte è espressione

15 Dicembre 2007 - 20:12

Alle volte basta veramente poco per tirarsi su il morale: come passarsi un capriccio, un piacere, solitamente costoso; quando si dice che i soldi non comprano la felicità… sarà anche vero, ma è altrettanto vero che aiutano. Era parecchio tempo che non mi passavo qualche piacere materiale come questo (beh oddio, non proprio tanto, l’ultima volta è stato quando mi sono SVAMPATO liquidazione e TFR sul PC nuovo), ma comunque ha portato una ventata di eccitazione… è un po’ correlato al “desiderio” di cui ho parlato in un intervento precedente… Assecondare un desiderio, anche il più banale, è capace di stravolgere il morale di una persona, a maggior ragione quando il morale stesso è sempre appeso ad un filo!

E così sono in attesa dell’arrivo di un nuovo giocattolo, la mia prima reflex, digitale ovviamente. Era un desiderio che avevo da tanto tempo… la sensazione è un po’ simile a quella che ho provato ogni volta che ho comprato qualche ammenicolo per il basso, o l’ampli, o il basso stesso. Sono oggetti, banali e freddi oggetti, ma hanno una valenza particolare. Il loro scopo sfocia nell’espressione artistica: la musica, la fotografia… Arti che permettono di esplicitare la propria personalità, in una pratica che definire catartica è dir poco; la creatività va allenata per stimolare il proprio genio, la propria inventiva, e non c’è miglior strumento dell’arte per esprimere la propria creatività.

“L’arte è espressione” diceva il mio mentore Giamba, una persona che ha fatto dell’arte la propria vita, in maniera fine all’arte stessa, senza altro scopo se non quello di esprimersi.

Un concetto che, per quanto possa sembrare semplice, banale e retorico, nasconde una enorme profondità.



Desiderio

02 Novembre 2007 - 05:11

Un concetto costante ed universale per ogni essere umano, perpetuo, immancabile, fondamentale, è il desiderio. Tutti desiderano qualcosa, indipendentemente da cosa si ha già, e sempre. L’appagamento totale è qualcosa di utopico; la cosa più vicina ad esso è accontentarsi, far passare in secondo piano i propri desideri in cambio di un ego più sereno o meno tormentato, ma nelle sue profondità qualche traccia rimane indelebile.

Il fido De Mauro definisce desiderio un “intenso moto nell’animo che spinge ad ottenere qualcosa”, il ché trova riscontro anche nella definizione di ambizione. Chi non ha ambizioni? Tutti ce l’hanno; chi più intense, chi meno, ma chiunque, ogni giorno della propria vita, esprime almeno un desiderio. E’ il motore dell’esistenza, è ciò che ci spinge a vivere, ciò che fa nascere le speranze, che ci turba e ci tiene sulle spine.

Il desiderio è strettamente collegato con la speranza, la fiducia che esso si avveri, e possiede un ascendente incommensurabile sulla mente umana. Arriva persino a compromettere totalmente la razionalità e ad avere la meglio su tutte le priorità dei nostri pensieri. La gente arriva a compiere le azioni più folli, più deprecabili, più inconcepibili semplicemente per assecondare i propri desideri.

Tuttavia può capitare, nelle peggiori delle situazioni, di sentirsi così disperati e sconsolati dal non avere più alcuna ambizione, solitamente a causa di una qualche profonda disillusione.

Il venire a mancare di un desiderio ci affligge ineluttabilmente ed innesca una reazione di stati d’animo spiacevoli, che non trova epilogo fino a quando non si ricomincerà a riporre le proprie speranze sulla prossima ambizione.

Ricorsivamente, in quei momenti si ha il desiderio di desiderare.

Senz’ombra di dubbi, si tratta di una spirale senza fine che muove la psiche di ogni essere umano.