A volte le ragazze hanno un non so che di speciale.

09 Dicembre 2008 - 05:12

E’ qualcosa di misterioso ed istintivo, che ci cattura e ci attrae, che tiene sempre viva una sottile bramosia, al di là della banale fisicità o del gratuito sentimentalismo.

Non importa quanto tempo passa, quanto a fondo arriviamo a conoscerle, né di che carattere sia il rapporto che ci lega. Gli anni volano, ognuno per la propria strada: gli amori nascono e muoiono, la routine quotidiana si avvicenda, la loro vita scorre su una retta che - per quanto vicina possa arrivare alla nostra - resta sempre parallela.

Magari hanno i loro difetti (chi non li ha?) ed alcuni di essi ci risultano veramente insopportabili; magari non ci sentiamo compresi o ci appaiono loro incomprensibili; magari più e più volte ne abbiamo avuto abbastanza dei loro soliti illogici schemi mentali, e magari le abbiamo persino odiate.

Ciononostante, rimane sempre un qualcosa che le rende inesplicabilmente uniche: quando perdiamo un battito, quando ci brillano gli occhi, quando il tempo si ferma mentre ci dilunghiamo ad osservarle quatti quatti, con discrezione e talvolta persino distacco, riuscendo a trovare comunque la perfezione laddove nessun altro ne scorgerebbe traccia. Senza neanche volerlo e incurante di qualsivoglia circostanza, quel desiderio rimane latente e non ci abbandona mai; puntualmente si rifa vivo, con o senza la nostra consapevolezza, e così ci ritroviamo ancora una volta a passare una notte insonne, a fantasticare come un adolescente, oppure a parlarne ad un amico, se non a scriverci una pagina sul blog.

Quel debole inspiegabile, che probabilmente è stato causa di incommensurabili sofferenze, rimane li imperturbabile, insostituibile, incontestabile.

Al di là della banale fisicità o del gratuito sentimentalismo, è un non so che di speciale.



Hai bevuto un sorso di tè…

02 Settembre 2008 - 13:09

…ma ne è rimasto tanto altro nel bicchiere. Basta davvero così poco? Solo un sorso. Perché lasciare tutto il resto?

Probabilmente ti ha fatto venire i brividi, magari era troppo dolce…

…Forse, più semplicemente, preferisci bere altro…



Attimi

08 Agosto 2008 - 21:08

xxx:
<< il problema è che anche quando rido e parlo non sono nè felice, nè tranquilla, nè rido come dovrei ridere >>
yyy:
<< neanch’io sono felice, né tranquillo, né mi diverto come mi dovrei divertire, ma non demolisco quegli attimi, quei dettagli che costituiscono l’unica cosa di piacevole che mi rimane nello scorrere della solita giornata qualunque; li assaporo e me li gusto, cosicché bastino da soli a dare un senso al tempo che passa. >>



Il cassetto dei brutti ricordi

23 Giugno 2008 - 03:06

Uno dei problemi ricorrenti della mia vita è che ricordi spiacevoli mi risultano sempre difficilmente gestibili.

Mettiamola così: i brutti ricordi non si possono cancellare, si può solo chiuderli nel cassetto e gettare via la chiave. Fin qui niente di nuovo, ma il problema è che quando prima o poi l’occhio ricade su quel cassetto, immediatamente ci si ricorda in maniera cristallina cosa ci si è chiuso dentro… e se lo sguardo vi si posa troppo a lungo, vien voglia di andare a cercare la chiave per aprirlo.

La mia stanza è piena di cassetti chiusi, ovunque mi giro ne vedo uno.

E non butto mai la chiave abbastanza lontano.